Spaghettoni di Gragnano alla pacchianella

  • Persone: 4
  • Porzioni: 4
  • Tempo prep.: 15 m
  • Tempo cottura: 12 m
  • Pronto in: 30 m
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Il significato della parola “pacchiana” ormai desueto, ha avuto nel tempo molteplici sfumature nel dialetto napoletano e meridionale.
Da rozzi e villani contadini della provincia che erano soliti portare in città i prodotti della loro terra, a quello di donne dalle grosse natiche sporgenti, fino a quello più caro della cucina, in cui le cosidette “pacchianelle”, contadinelle dell’entroterra, venivano viste come fanciulle che trascorrevano la loro giovinezza in modo spensierato e gioioso godendo dei piaceri della tavola e della cucina che per quanto povera, consentiva loro una vita di qualità mangiando quelli che oggi sono i cosiddetti prodotti a km. 0
Quello descritto è un piatto dai sapori decisamente forti, che spesso si poteva gustare nelle nostre campagne accompagnato da un buon rosso dei vitigni del posto.

 

Ingredienti

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Step by Step

  • Passo 1

    lavare e scottare i pomodini per 20 secondi in acqua bollente, quindi pelarli tagliarli a 4 e privarli dei semini

  • Passo 2

    in una padella mettere a sfriggere l'olio con lo spicchio d'aglio schiacciato con il peperoncino e il guanciale di maiale

  • Passo 3

    intanto mettere a cuocere gli spaghettoni in abbondante acqua salata (controllare la salatura tenendo conto che sarà poi mantecato tutto con il pecorino)

  • Passo 4

    come il composto nella padella è dorato togliere aglio e peperoncino e aggiungere del basilico tritato fresco e i filetti di pomodoro insieme con un mezzo bicchiere di acqua di cottura della pasta, coprire il tutto con un coperchio e lasciare insaporire a fuoco lento

  • Passo 5

    quando gli spaghettoni sono quasi a cottura, scolarli e aggiungerli nella padella insieme ad pecorino

  • Passo 6

    mantecare il tutto (se serve usare un poco di acqua di cottura della pasta) e servire in tavola con basilico fresco e pecorino a guarnire

Abbinamento del vino

  • Un Fidelis delle Cantine del Taburno è quello che meglio sposa i gusti forti di questo piatto. Per degustarlo al massimo del suo bouquet lasciarlo ossigenare per almeno 1 ora

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